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Informazioni - Curiosità
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Leishmaniosi canina... perchè conoscerla!
Introduzione
La Leishmaniosi colpisce l’uomo,animali domestici e selvatici.
La Leishmaniosi è una Zoonosi importante.
Nell’uomo, l’infestazione da Leishmania Infatum , la specie rinvenibile in Europa si verifica più comunemente nei soggetti immuno-compromessi,come quelli HIV-positivi.
La forma Umana della Leishmaniosi è endemica in 88 paesi in 4 continenti( Sud Europa,parte dell’Africa,Asia,America Centrale e Meridionale).
Le stime attuali indicano in 10-15 milioni gli individui affetti da Leishmaniosi nel mondo. Attualmente ci sono approssimativamente 1,5-2 milioni di nuovi casi all’anno e 350 milioni di persone sono a rischio di malattia nelle zone endemiche.
La Leishmaniosi Umana è una malattia diffusa e complessa che presenta una varietà di forme cliniche. A seconda della specie di Leishmania che infetta l’ospite umano e della risposta immunitaria di quest’ultimo si possono sviluppare tre forme cliniche, quali la forma cutanea, quella mucocutanea e quella viscerale.
Mano d'uomo con lesione da Leishmania
La Leishmaniosi Canina( LCan) è una malattia grave,talvolta fatale,presente pressoché lungo tutto il Bacino Mediterraneo.
La LCan è una malattia infettiva causata da diverse specie di protozoi flagellati
appartenenti al genere Leishmania. L.Infatum
Epidemiologia
E’ endemica (presente nel territorio) in 11 paesi del bacino del Mediterraneo: Portogallo,Spagna,Francia,Italia,Malta,Croazia,Bosnia- Herzegovina,Montenegro,
Albania, Grecia, Cipro.
In Italia la LCan è endemica nelle regioni del Centro e del Sud, lungo tutta la costa tirrenica e nelle isole. Tuttavia negli ultimi anni nuovi foci di endemia si sono rilevati nelle regioni del Nord fin nelle aree Prealpine, dovuto ai cambiamenti climatici-ambientali.
Eziologia-Trasmissione
La LCan è trasmessa dalla puntura di alcune specie di Flebotomi, inclusi flebotomi del genere Lutzomyia nel Nuovo Mondo e Phlebotomus nel Vecchio Mondo.

Solo la femmina di flebotomo trasmette il protozoo, infettandosi con i parassiti Leishmania contenuti nel sangue assunto dall’uomo o da altri mammiferi.

Il cane è sempre stato ritenuto l’animale più suscettibile e più importante nel ciclo di trasmissione dell’infezione da L.Infatum, ma infezione non significa necessariamente malattia, e cani infetti presenti nella stessa area endemica possono sviluppare differenti risposte immunitarie.
Dopo l’infezione, dunque, alcuni cani possono controllare la moltiplicazione del parassita e non sviluppare la malattia per mesi, per anni o per l’intera durata della loro vita.
Altri cani al contrario il cui sistema immunitario reagisce in maniera diversa, dopo un periodo di incubazione variabile ( da 3 mesi a oltre un anno) sviluppano la forma clinica progressiva di Leishmaniosi.
Gli studi riguardanti i fattori di rischio nelle zone endemiche per Leishmaniosi Canina, hanno evidenziato che:
- Tutte le razze sono sensibili.
- La prevalenza di LCan aumenta fino ai 3 anni di età, quindi diminuisce fino ai 7-8 anni di età.
- Il fattore di rischio principale sembra legato allo stile di vita del cane (animali selvatici, randagi, rurali e cani da lavoro sono maggiormente esposti alla puntura dei flebotomi rispetto a quelli da compagnia che vivono nelle città).
- La risposta immunitaria individuale e la virulenza del ceppo L.Infatum giocano inoltre un ruolo importante.
- Le persone che intendono adottare un cane proveniente da un paese mediterraneo o da altre regioni endemiche devono essere al corrente del rischio che il cane sia infestato. Nelle regioni endemiche, alcuni animali possono essere infestati, ma apparire sani. Più tardi può alterarsi l’equilibrio tra infestazione e ospite, cosicché si evidenziano segni clinici dell’infestazione.
- Nelle aree endemiche, i cani sono esposti al rischio più alto se vengono tenuti all’aperto la notte durante la stagione dei flebotomi ( primavera-estate). I repellenti e gli insetticidi possono aiutare a ridurre il numero di punture nelle aree endemiche.
- Si raccomanda che, laddove il sonno all’aperto sia inevitabile, il posto sia ventilato, rialzato, aperto e asciutto, quindi lontano da luoghi dove è probabile siano presenti flebotomi.
- Nei casi clinicamente conclamati, si deve valutare lo stato generale di salute, compresa la funzionalità renale, così da essere in grado di fornire una prognosi accurata.
Segni Clinici
L’infestazione da Leishmania può essere difficile da diagnosticare, poiché può presentarsi in numerosi modi differenti,in funzione della progressione della malattia e dalla combinazione di organi colpiti.
I primissimi segni clinici possono essere costituiti da un’area di alopecia ulcerata o crostosa, che può presentarsi nel sito di traumi minori che non riescono a guarire normalmente.
In alternativa, nella fase precoce dell’infestazione, il cane può presentare febbre, anoressia e ingrossamento linfonodale.
Più tardivamente, i classici segni dei cani infestati sono:
- Deperimento.
- Letargia.
- Aree di alopecia non pruriginosa e di croste, con un tipico anello di alopecia attorno a ciascun occhio, al quale viene dato il nome di “ lunette “.
- I cani possono presentare ulcere o lesioni cutanee che non riescono a cicatrizzare.
- Possono presentare comunemente segni oculari e occasionalmente segni nervosi.
- Crescita eccessiva delle unghie ( Onicogrifosi).
- Ingrossamento dei linfonodi superficiali.
- Possono presentare segni di insufficienza epatica e renale.
- Possono essere presenti poliartrite e segni gastrointestinali, es. diarrea.
- Epistassi.
Aree alopeciche perioculari
Ulcere nasali Endoftalmite-cheratocongiuntivite
Ulcere perioculari
Ulcere proliferative digitali
Diagnosi di Laboratorio- Malattia
Uno dei principali problemi nella Leishmaniosi è la diagnosi: solo nei casi avanzati, con sintomi classici, ben descritti in letteratura, può risultare facile.
In molti altri, in conseguenza della presenza di sintomi vaghi e simili ad altre malattie, implica per giungere ad una diagnosi definitiva una attenta valutazione e interpretazione di tutti i dati disponibili.
E’ importante effettuare controlli ematologici almeno una volta l’anno per quei cani che non presentano segni clinici e che non sono mai risultati positivi alla malattia; mentre per chi è positivo alla Leishmaniosi e stà seguendo un piano terapeutico, è opportuno eseguire controlli trimestrali-semestrali. ( Previa consultazione Medica).
Ovviamente senza tralasciare l’importanza di quella che è la profilassi (prodotti repellenti ecc.) .
Per effettuare qualsiasi esame è necessario che il cane resti a digiuno un minimo di 8 ore. Le analisi dovrebbero comprendere : Emogramma, Profilo biochimico, Elettroforesi, Esame delle urine, Profilo coagulativo, Sierologia .
Questo insieme di esami sono utili per tenere sotto controllo un Sieropositivo ( ricordiamoci che rimangono serbatoi della malattia a vita, noi curiamo i sintomi cercando di ridurre al minimo l’infezione) e a volte è possibile fare anche diagnosi.
La diagnosi più affidabile di Leishmaniosi è l’osservazione diretta del parassita.
Si tratta di un esame semplice, rapido e relativamente poco traumatico ( a volte è necessario eseguire una piccola sedazione per poter eseguire una buona manovra di prelievo del campione e mantenere il nostro paziente tranquillo.
Tecnicamente si esegue una puntura con un ago sottile nel midollo osseo ( principalmente a livello delle coste, sterno, femore, cresta iliaca) o del linfonodo.
L’insieme di queste metodiche sopra descritte ci permettono di diagnosticare, curare i sintomi e tenere sotto controllo la malattia.
Per il Benessere di una Vita che ci stà accanto….. sempre!!
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Che cosa è la Pet Therapy
E’ nota oramai a tutti l’elevata percentuale di anziani presente nel nostro paese. Dati statistici rilevano un continuo aumento dell’aspettativa di vita, che rende il problema dell’assistenza e dell’integrazione degli anziani quantomai attuale e pressante. Si sa che l’invecchiamento è un fenomeno biologico della vita dell’uomo e comporta un decadimento psicofisico non indifferente. Ed è proprio verso una persona che affronta questi drammatici cambiamenti psicofisici che l’assistenza della Pet Therapy diventa estremamente importante.
Certo, non per tutti è così, ma penso che sia estremamente importante rendere l’invecchiamento, nella cultura di ogni uomo, un processo fisiologico e non patologico, per tutte ma sopratutto verso quelle persone che sono abbandonate a se stesse o rinchiuse in case di riposo, dove seguite da personale sanitario estraneo e facenti parte di un gruppo sociale chiuso, che rende nullo l’anelito verso dei sentimenti ed un’ intimità propri.
Una forte mancanza di stimoli sociali e/o tattili, in aggiunta, ovviamente, a carenze sensoriali e fisichedate daal’eta’: crea nell’anziano un’aumento delle cosidette “energie psicologiche e sociali negative” come anche usando le parole del Dott. Corson (Psichiatra americano) in una sua publicazione del 1978.... “stabiliscono un circolo vizioso di debilitazione, disumanizzazione e di degrado sociale”.
In questo la Pet Therapy è un’ottima terapia ausiliare, dove la figura dell’animale riveste un ruolo estremamente importante. Dal punto di vista psicologico, il rapporto tra l’anziano e l’animale da compagnia contribuisce a ripristinare nell’anziano, anche se in modo temporaneo e simbolico, i sentimenti di protezione e di cura (Cappellini, 1994).
Va inoltre sottolineato che accudire un’animale, sopratutto un cane, è il mezzo più efficace per “costringere” il padrone a fare dell’attività fisica, con tutto ciò che di positivo ne guadagna il corpo. È un ottimo catalizzatore sociale perchè facilita l’integrazione, favorendo e stimolando contatti con gli altri per conoscere, parlare e condividere esperienze.
Per comprendere meglio l’impiego di animali negli interventi in età senile, ho partecipato a un progetto di Pet Therapy con un’associazione denominata “Il Carrozzone”. La nostra esperienza è iniziata in una casa di riposo del Lazio e si rivolgeva a persone affette dal morbo di Alzheimer. Abbiamo formato deivgruppi di tre persone e una volta alla settimana siamo andati a trovare queste persone in compagnia di uno splendido Labrador di nome Athena, questo cane e’ certificato presso la SIUA (Scuola di Interazione Uomo-Animale).
Gli incontri prevedevano, tra le altre cose, esercizi di ginnastica mnemonica, vale a dire, recupero di ricordi e sensazioni passate legate alla presenza di animali e/o cani nella vita di ogni paziente, ed attraverso le attività fatte con l’ausilio di Athena, abbiamo avuto dei risultati incredibili.....Che emozione.....Abbiamo prestato molta attenzione nel pianificare l’incontro tra l’ammalato e l’animale, proprio per instaurare sin dal principio un’importante rapporto di confidenza Ma tuttosi e’ svolto in un modo molto naturale. Da ricordare infatti che sin dal primo incontro, persone che non ricordavano neanche il proprio nome, non facevano altro che chiedere quando sarebbe arrivata Athena, incredibile. Un’altro obiettivo del nostro progetto era quello di favorire l’interazione tra gli ospiti della struttura ed il personale sanitario, in modo da creare un ambiente che fosse il più possibile familiare agli ospiti della struttra. I risultati sono stati ottimi, dato che il prendersi cura dell’animale non solo era diventato un’argomento di dialogo fra i familiari ed il personale della struttura, ma aveva inoltre aumentato la fiducia dei pazienti, regalando ad alcuni di loro episodi di autonomia quando giocavano con il cane.
Questa esperienza ha avuto un’effetto positivo anche sui rapporti tra il personale di cura o assistenza. Sebbene sia inevitabile notare le variazioni che si rilevano per quanto riguarda la riduzione della tensione muscolare, l’aumento del buonumore e del morale, non bisognera’ mai considerare la pet therapy una “panacea”, bensì una terapia “di supporto” che si affianca a tutti gli altri tipi di intervento.
Questi risultati, per noi emotivamente straordinari, vanno comunque interpretati con cautela, evitando facili ottimismi. Gli evidenti miglioramenti osservati nel gruppo erano basati su affermazioni soggettive dei membri dello staff ospedaliero e nostri, non da osservatori esterni; presi dall’entusiasmo è probabile che si anticipino i benefici creando così una sorta di “effetto placebo” per il quale il paziente migliora perché, alla fine, se lo aspetta (Serpell 1986).
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Perchè far visitare o vaccinare i nostri animali?
Mi è capitato spesso di rispondere a questa domanda, ed ancora oggi faccio fatica a pensare che ancora non si conosce l'importanza di una buona azione preventiva usando questi prodotti, e’ grazie al vaccino che noi oggi possiamo preservare la vita dei nostri cari animali, anche se alcuni pensano ai pericoli che possono essere creati da un vaccino, devo dire che ancora oggi questo rimane il miglior mezzo di protezione per i nostri piccoli cari. E’ vero che ci possono essere rezioni al vaccino o che il vaccino potrebbe scatenare altre malattie, ma la possibilita’ che cio’ accada e’ percentuale talmente bassa che viene spesso giustamente non considerata, pero’ tutti devono sapere che anche se in minima parte un rischio c’è. Per molti invece fare un vaccino significa fare solo un`iniezione senza sapere il perche’si fa’, penso che oggi l’informazione sia alla portata di tutti ed e’ importante sapere quindi bisognerebbe sempre fare domande per sapere. Fare un vaccino o iniziare una profilassi vaccinale e` importantissimo per i nostri amici: molte volte è l'unica difesa che loro hanno verso alcune malattie, che per loro possono anche essere mortali. Basterebbe pensare al lavoro dei pediatri in umana dove le vaccinaziioni sono il loro primo passo o quasi.
Prendere un appuntamento per una visita è il vostro primo passo da compiere per indirizzare il vostro caro verso una corretta crescita ed una vita piu’ sana.
Attraverso una visita potrete risolvere molti dubbi, chiedere consigli o condividere preoccupazioni che con il vostro veterinario di fiducia, questo permettera’ sia a lui che a voi di prevenire problemi che in seguito potrebbero presentarsi, da problemi comportamentali a problemi alimentari fino ad arrivare a problemi di salute molto piu` seri.
Nella nostra struttura la prima cosa che vi verra` richiesta sopratutto durante la vostra prima visita: e` se il vostro caro gatto ha mai effettutao un esame delle feci (come ormai tutti sanno tutti sono soggetti ad infestazioni di parassiti di ogni genere, ma non tutti sanno che ciò influisce anche in modo negativo sulla risposta anticorpale del vostro amico, quindi è sempre meglio effettuare un esame coprologico, magari ripeterlo una volta ogni 6 mesi), se e’ stato mai vaccinato, se le sue abitudini sono per caso ultimamente cambiate. Queste ed altre informazioni che il Medico Veterinario vi fara’ daranno una indicazione generale sulle cose da fare.
Lo svezzamento nei nostri amici e` di fondamentale importanza: nei primi giorni di vita la mamma passa ai suoi cuccioli i primi anticorpi (che sono fondamentali nella difesa dell’organismo) , visto che loro essendo troppo piccoli non ne hanno ancora prodotti. Questo sempre che la mamma ne abbia formati ed in circolo, dopodiche` la risposta anticorpale diminuisce mano a mano fino ad essere quasi nulla intorno al 45 gg di età. Questo periodo e’ cruciale nella vita dei nostri cari, perche’ e` qui che bisognerebbe iniziare a pensare a che tipo di profilassi adottare, con il vostro veterinario di fiducia, in questo periodo e` sempre meglio evitare qualsiasi tipo di contatto con il mondo esterno e soprattutto evitare il contatto con altri animali che potrebbero essere veicoli di contaminazione, a volte anche far camminare il nostro caro sul prato puo’ essere un rischio, perchè potrebbe prendersi qualche malattia se nello stesso punto un’altro animale malato è passato.
Un discorso completamente diverso deve essere fatto per quei cuccioli che purtroppo perdono la mamma precocemente o che vengono allontanati troppo presto, hanno bisogno di accortezze maggiori, e nello stesso tempo non bisogna perdere tempo nel chiedere un aiuto al vostro veterinario.
Le malattie infettive presenti in Italia e per le quali bisogna vaccinare sono:
Per il Cane:
- Cimurro,
- Epatite,
- Leptospirosi,
- Parvovirosi
- Rabbia,
Per il Gatto:
- Rinotracheite Infettiva
- Calicivirus
- Panleucopenia Felina
- Fiv-Felv
- Fip (anche se il suo utilizzo è ancora soggetto a controversie)
- Rabbia (solo se presente nella zona, in questo caso definita zona endemica).
Alcune di queste malattie sono terribili e difficili da curare, spesso i nostri cuccioli possono anche morire, o potrebbero guarire con problemi che influiranno nella loro crescita.
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